VUOTI  englishitaliano

La sovracitata serie è costituita da alcune polaroid di primi piani trattate con pennarello nero e strumenti di ferro per incidere, quando non direttamente usati polpastrelli ed unghie. Il tutto riportato in vari formati anche se quello standard è 20×30 cm. Coperti da plexiglass su cornice metallica.
L’ estetica è industriale. Ripresa di quel movimento artistico fatto di immagini, suoni, ingranaggi, performance, parole che fu reazione critica alla grande depressione non solo economica che colpì l’ Inghilterra negli anni 80.
Con questo progetto faccio mia quella disperazione riportandola alla luce, al buio del nostro nuovo secolo caratterizzato da sempre più nuove e complesse forme di angoscia e follia. E comunque quando ultimai la serie non avevo ancora immaginato l’ ulteriore disfacimento economico che serra la gola come morsa del nostro presente più prossimo e quindi ora la scopro chiaramente come doveroso preambolo a ciò che (non) c’ è.
Ab nuce, ciò che voglio esprimere come sorta di allarme con queste immagini è una sconsolante perdita di valori drasticamente compensata da scelte comode, rassicuranti, mai analizzate.
Per non lasciarci nel vuoto, cosa disagevole ma foriera, se si resisre abbastanza, di nuovi ragionamenti, strategie, idee salvifiche, la cara società si prodiga incessantemente a gonfiarci di distrazioni, di colori, che alla fine si scoprono essere solo bolle di sapone, per impigrire il cervello e con l’ impotenza renderci prigionieri inconsapevoli. Siamo continuamente tentati da cultura vacua e tascabile ed ogni accettazione a riguardo è lasciare che quel proiettile ci squarci e di lì in poi è tutto uno sgretolarsi, rimangono solo dei filamenti oltre i quali vedo buio. Così la faccia, alla fine, non sarà altro che contorno ad un buco, un buio, una non più appartenenza a sè.
Mettere in dubbio, mettere dogana riflessiva, dazio a qualsiasi cosa tenda lentamente ad annullare il libero arbitrio, concetto ormai tristemente desueto ma fondamentale per darci la giusta metratura verso noi stessi.
Noi siamo fatti anche di quello perso o mai avuto.

La gatta che partorisce prematuramente avrà cuccioli ciechi. Se potesse aspettare, riflettere, i suoi cuccioli vedrebbero. Noi possiamo.